Con l’Arena Metasonic, la più recente versione dell’Arena Grande Sonnerie, la creatività di Gérald Genta – sempre all’insegna dell’esclusività – tocca i confini della perfezione.
Presentata al mondo nel 1994 in versione orologio da polso, e costantemente
migliorata negli anni successivi, questa “complicazione” tipica della marca Gérald Genta, e considerata unanimemente eccezionale, conquista una volta ancora l’ammirazione generale grazie a una cassa rivoluzionaria.
Materiale e struttura della cassa sono inediti, e concorrono insieme a creare melodie incantevoli.
I progressi realizzati sono il risultato di una ingegneria acustica e vibratoria che, ristudiata a fondo, spazza via tra l’altro alcune convinzioni che sembravano incrollabili.
Orologi con suonerie
Tra gli orologi con suonerie spiccano le ripetizioni – di quarti d’ora, di 5 minuti e, più spesso,di minuti – e le grandi suonerie, che scattano fino a 35.040 volte all’anno.
Le grandi suonerie che suonano al passaggio le ore e i quarti d’ora sono abbinate sistematicamente alla funzione ripetizione minuti, che suona a richiesta ore, quarti d’ora e minuti. Ecco allora risuonare successivamente le ore con un timbro grave, i quarti d’ora con 2, 3 o 4 timbri, e i minuti con
un timbro acuto.
Le Grandes Sonneries sono una specialità che Gérald Genta padroneggia magistralmente da molto tempo. I modelli in versione orologi da polso si susseguono dal 1994 e presentano tutti una complessità eccezionale.
Con i loro quattro martelletti e il carillon Westminster dalle melodie differenziate per ogni quarto, esse compendiano 15 anni di prodezze senza confronti, e sono tanto più notevoli in quanto sono applicate a movimenti con tourbillon.
Le Grandes Sonneries prodotte attualmente contengono circa 850 componenti nella versione manuale, 950 nella versione automatica e 1100 nella versione con calendario perpetuo.
Occorre circa un anno di lavoro per fabbricare un solo esemplare. Dal 1994 a oggi sono 61 gli esemplari usciti dai laboratori Gérald Genta. Tutti i conoscitori, e soprattutto i maestri orologiai, confermano che non è l’accumulo di funzioni che fa un orologio complicato, ma la complessità intrinseca del movimento che si deve montare e incassare.





